L’origine di questa relazione deriva dall’articolo che il sottoscritto1 e Marco Filippi2 il 20 di GENNAIO pubblicammo per il centro studi Analytica for intelligence and security studies.3
Citando:

Non è inoltre escludibile, vista la concomitante presenza di una peste ed una influenza suina acclarata in diversi paesi, tra cui l’Italia con casi di Peste Suina cinese nel Nord e di Influenza Suina nel sud Italia, anche un evento di origine suina iniziale, diffusosi poi secondariamente al mercato. In tal caso il salto di specie sarebbe facilmente spiegabile tra mammiferi e data la pressoché totale somiglianza delle strutture anatomiche respiratorie tra uomo e suino si tende ad escludere il riferimento ittico e avicole.

Ma ovviamente ci mancava un pezzo: Ovvero il virus, nel passaggio dai Pipistrelli (notoriamente animali ospiti di un gran numero di virus grazie alla particolarità intrinseche del loro sistema immunitario) all’Uomo, ha dovuto fare il famoso “spillover” in qualche altro animale.
Come imputato principale è stato individuato Il Pangolino.
MA un paio di cose non ci quadravano.

PRIMO:

I wet market cinesi trattano Pangolini.. ma in modo marginale, come piatto borderline quasi di contrabbando, riservato all’elite con costi decisamente alti per la gente comune . Questo differisce dalle specie principali utilizzate nella dieta cinesi, tendenzialmente Pollo, Anatra e Maiale.

SECONDO:

L’ospite sarà forse il Maiale?
ci son stati diversi “problemi” nella filiera suina cinese e non negli ultimi due anni:
il 2019 è stato l’Hannus Horribilis per l’industria suina cinese4

“China pork crisis
African swine fever was first detected in China in August 2018, near its border with Russia, eventually spread to all 31 mainland provinces, municipalities and autonomous regions in less than nine months. This led to a mass culling of livestock that surpassed 100 million pigs and a significant jump in the price of pork, close to a 50 per cent increase in some cases. The trade war with the United States limited replacement options from the American agriculture industry due to higher tariffs. In 2018, China consumed about half of the world’s pork but more than 95 per cent was sourced from domestic supplies.

Secondo link5
“African swine fever in world’s second largest economy has shaken global meat markets”
“Peste suina, sequestrate 10 tonnellate di carne cinese nascosta nel doppio fondo di un camion”
Padova, ULSS6 Euganea a GENNAIO 20206
“Peste suina africana: in Nigeria è l’epidemia peggiore di sempre” E nel paese africano la peste si diffonde in contemporanea con il COVID-19, che in Nigeria ha infettato 17.148 persone causando 455 morti7.

ORA:
Si è notato che i più grandi focolai lavorativi attuali di COVID19 si hanno all’interno dei macelli
“How slaughterhouses became breeding grounds for coronavirus. High infection rates among employees worldwide put working practices under renewed scrutiny”8
“Coronavirus: return to work divides US meat industry “9
“German slaughterhouses under fire over ‘insufficient precautionary measures’ to block COVID-19 spread”10

Le spiegazioni a questo aumento di casi e focolai sono tendenzialmente e schematicamente:

  • Il tropismo del virus verso le basse temperature
  • le condizioni lavorative proibitive
  • l’affollamento dei luoghi di lavoro
  • la mancanza di DPI adeguati.

Le stesse condizioni si riscontrano ad esempio nella catena del freddo sia nell’industria Ittica che in quella della trasformazione degli alimenti, ma non è stato registrato alcun caso significativo, anche se la catena produttiva ha molte similarità.
AL MOMENTO non son riuscito a reperire dati sui focolai in macelli Kosher ed Halal, e la preponderanza dei casi all’interno di industrie alimentari basate sulla trasformazione di carne SUINA (USA GE NL UK) mi porta a sospettare di una correlazione (magari spuria) tra la COVID19 e la potenziale trasmissione per mezzo di host animali, quali i Suini.

Un recente studio pubblicato sul Lancet ribadisce il fatto di porre l’attenzione sulla presenza dei recettori ACE2 anche nei suini, recettori che vengono usati come porta di ingresso dalle proteine Spike del SARS-CoV-2 nello stesso articolo si richiede il monitoraggio dei suini onde controllare la trasmissione interspecie in ottica “one Heath”.

Il Fatto che i Coronavirus siano famiglie di virus presenti ampiamente nel setting veterinario è noto:

  • Porcine Respiratory Coronavirus (PRCv)
  • Silent circulation of coronaviruses in pigs
  • Emerging and re-emerging coronaviruses in pigs

Forse sarebbe opportuno considerare una politica di controllo veterinaria ed epidemiologica sulla catena della carne suina onde provare od escludere un coinvolgimento del maiale nella diffusione del SARS-CoV-2 come ospite intermedio oppure come veicolo di infezione

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