MASCHERINE for Dummies

dopo averne sentite tante, lette troppe e pianto molto… vediamo di fare un pochino di chiarezza

  1. Definizione ed elenco categorie DPI
  2. Le maschere facciali
  3. Come usarle
  4. La questione Valvola

Definizione ed elenco categorie DPI

Iniziamo con una precisazione da ricordare: la Mascherina Chirurgica non certificata o HOME MADE, la maschera antipolvere non certificata (quella “bianca”) NON E’ UN DPI” ovvero non vi Protegge se non marginalmente da agenti esterni. Come evidenziamo però più avanti, per un uso non “professionale” abbattono significativamente il rischio fuori dagli ambienti clinici ed in situazioni in cui il distanziamento sociale è garantito.
Le mascherine chirurgiche certificate EN14683, ci sarà un post apposito, offrono una protezione garantita anche in ambito professionale, ma solo a talune condizioni, cioè in base al livello di rischio cui l’operatore è esposto.
Torniamo all’ utilizzo dei Dispositivi di Protezione individuale (da qui DPI) con filtri, la dottrina di impiego in ambiente contaminato da aggressivi BIOLOGICI impone una classificazione crescente in base al tipo di filtranti.
La classificazione in base alla classe di protezione segue questa gerarchia (in ordine crescente di protezione):
  1. Dispositivi di protezione facciale: sono i dispositivi che coprono naso e bocca, come le mascherine.
  2. Semimaschere: più grandi dei facciali, interessano il naso, la bocca e, possibilmente, il mento. (le avrete viste per chi in ambito industriale vernicia o lavora in ambienti polverosi)
  3. Maschere a pieno facciale: come dice la parola stessa,queste coprono le vie aeree e anche gli occhi, come ad esempio le maschere “antigas” a filtro intercambiabile e QUI SI FERMA l’uso abituale, per usi iper professionali rientrano anche le altre tre cassi.
  4. Respiratori a pressione negativa: (es, tute con casco ad alto biocontenimento dotate di filtri)
  5. Sistemi a ventilazione assistita: (scafandri con sistemi di immissione aria elettromeccanica con filtri)
  6. Sistemi ad aria compressa:, isolati od “airless” (come gli autorespiratori con bombole dei VVFF od i sistemi con frusta tipo “palombaro di terra”)

Le maschere facciali

Fin qui abbiamo parlato di tipologie di attrezzature, ora parliamo di Terminologie che sicuramente avrete sentito.
FFP1 (poco usate) Queste filtrano almeno l’ 78% delle particelle corpuscolari o nebbie (aerosol) che si trovano nell’aria fino a dimensioni superiori a 0,2 μm
FFP2 queste devono filtrare almeno il 92% delle particelle corpuscolari (solide) o nebbie (aerosol) che si trovano nell’aria fino a dimensioni di 0,2 μm
FFP3 Perdita totale della tenuta del 5% max. e una protezione necessaria pari almeno al 99% dalle particelle con dimensioni superiori a 0,2 μm
In mezzo inserisco anche lo standard Asiatico e USA (“Classe NIOSH”) la famosa N95 ovvero un INTERMEDIO tra FFP2 ed FFP3 . da noi poco note fino ad inizio emergenza COVID-19; parimenti abbiamo il KN95 asiatico, di fatto identico ad N95 americano.
Dopo queste sigle troviamo delle altre lettere, tra quelle a noi significative secondo la normativa EN 149:2001 + A1:2009: ci sono quelle che distinguono se un dispositivo è MONOUSO, ovvero utilizzabile per un massimo di 8 ore continuative (classificazione e marcatura del prodotto “NR”) o RIUTILIZZABILE, ovvero utilizzabile per più turni di lavoro (classificazione e marcatura del prodotto “R”.
Altra sigla nota è la D di “test con dolomite” ovvero di saturazione in ambiente polveroso, con presenza di inquinanti quali appunto la dolomia, la polvere di gesso.
Ok ora sapete le DIFFERENZE PER FILTRAGGIO DEI DPI

Come usarle

Diceva Dante Alighieri, uno dei primi esperti di DPI 😀
“Per me si va nel’ argomento dolente,
per me si va ne l’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.”
Io non vi demonizzerò se avete scelto di acquistare (care) o usare una mascherina filtrante professionale.
Lo Volete? Vi sentite più sicuri ad usarla? la sfoggiate come status symbol?
Avete una FFP3 NR D con bordo in tecnosilicone anallergico a tenuta e Fit Test Passato? BRAVI , che vuoi che vi dica.
MA Ora che avete una mascherina FFP”X” e vi sentite tranquilli , sicuri e protetti vi chiedo:
LA SAPETE USARE?
Gli studi evidenziano come la prima fonte di contagio tra gli operatori ospedalieri di tutto il mondo non è una inadeguata filtrazione ma prassi sbagliate : rimozione scorretta, la mancata protezione degli occhi, il toccare continuamente la mascherina senza poi sanificare guanti o mani, peggio.
Prima cosa: adattare la maschera: iniziate ad adattare la maschera alla forma del volto (stringinaso, bardatura del capo, posizione della valvola di espirazione). La maschera deve aderire perfettamente al viso: senza aderenza assoluta perdete filtraggio.
Indossatela, inspirate, se a maschera “rientra” è messa bene, non lo fa? Risolvete e poi da capo.
Seconda cosa, avete la barba? le persone con barba non sono adatte a svolgere lavori che comportano l’uso di un respiratore. La maschera non aderisce bene al volto. Già una barba di tre giorni riduce notevolmente l’efficacia di un respiratore; durante le pandemie gli Hipster muoiono. 😀
Quindi, ben adesa, niente vuoti,barba fatta, NASO DENTRO MENTO DENTRO, BEN STRETTA. Siete Protetti.
Imparate a rimuoverla, fonte principale di contaminazione : tirate in vanti il corpo maschera con una sola mano, meglio se guantata, trattenendo il respiro e chiudendo gli occhi, poi lavate le mani.

La questione Valvola

Ok, in questo annoso paragrafo si parlerà di cose quali Ambiente di utilizzo, modalità di diffusione,ipercapnia e carbonarcosi.
Iniziamo dalle basi
La valvola di espirazione: le maschere monouso dotate di valvola di espirazione sono più confortevoli a causa della bassa resistenza respiratoria .La loro durata d’impiego massima è solitamente più lunga delle maschere prive di questa valvola per un motivo MOLTO importante, ovvero la fatica che una persona fa per respirare. Usare per MOLTE ORE un filtrante di tipo avanzato FFP2 o FFP3 è DANNATAMENTE FATICOSO. fai fatica a inspirare e ad espirare, i polmoni devono lavorare di più, la quantità d’aria può essere inferiore e portare ad un aumento della frequenza respiratoria, mal di testa e soprattutto può portare il nostro organismo a recuperare l’aria espirata più carica di CO2, alzando il livello di anidride carbonica nel sangue, ovvero l’Ipercapnia. Questa condizione rende meno vigili, più sonnolenti, causa mal di testa e alla lunga produce effetti importanti quali la carbonarcosi, ovvero la perdita di coscienza data dalla mancanza di ossigeno.
Per evitare l’affaticamento sono state implementate le valvole, ovvero membrane a tenuta in materiale plastico che in fase di ESPIRAZIONE si aprono e permettono l’uscita dell’aria, in INSPIRAZIONE sono chiuse e non consentono all’aria di entrare.Questo riduce di tantissimo lo stress respiratorio. Queste valvole sono generalmente protette da una struttura protettiva plastica che indirizza il flusso espiratorio verso il basso o lateralmente.
Ora facciamo i MITHBUSTERS
La Valvola influisce sulla diffusione del Coronavirus?
Iniziamo a dare le informazioni basilari.
SIETE SINTOMATICI ?
Che ci fate in giro? anche se con una mascherina?
State a casa con una chirurgica per impedire maggiori contagi!
SIETE ASINTOMATICI ? Quello che spargete in giro è molto meno di quello che sparge un qualsiasi sintomatico, è trascurabile, perchè anche le mascherine prive di valvola devono garantire una percentuale di uscita del vostro respiro, altrimenti stramazzereste al suolo in pochi minuti, con livelli di anidride carbonica pazzeschi nel sangue !
SIETE SANI ? La vostra priorità oltre che proteggere gli altri è proteggere voi stessi dai “Droplets” – GOCCIOLINE
L’Organizzazione Mondiale della Sanità afferma AD OGGI che COVID-19 si diffonde principalmente attraverso il contatto diretto con persone infette e con grandi goccioline respiratorie (droplets), Le goccioline pesanti volano dalla bocca di una persona quando si tossisce o si starnutisce, cadendo a terra quando hanno viaggiato per circa un paio di metri.
il virus, tranne che in PARTICOLARI OCCASIONI (ambienti saturi e non arieggiati ad alta concentrazione di infetti, operazioni che impongono un contratto stretto e molto ravvicinato tra persone, manovre mediche invasive etc) NON è a DIFFUSIONE AEREA.
Ed infatti il virus nCoV-19 (ricordate che COVID-19 è il nome della malattia e non del patogeno)
è ben più piccolo della capacità filtrante assoluta della maschera professionale pari >0,2 μm perchè è grande tra gli 0,06 μm e gli 0,12 μm, quindi è fermare il DROPLETS da tosse e quello respiratorio la funzione principale della maschera, e per i droplets più grandi va bene qualsiasi tipo di maschera !
QUINDI
quel poco che esce dalla valvola è pari se non MOLTO minore a quello che esce da una mascherina artigianale, da una chirurgica, da una FFP”X” indossata senza una adeguata tenuta, ed è decisamente meno che marginale nella diffusione del virus.
Mettere una Chirurgica SOTTO una FFPX con valvola inficia QUASI TOTALMENTE LA PROTEZIONE.
NON LO FATE
Mettere una Chirurgica SOPRA una FFPX con valvola inficia QUASI TOTALMENTE LA FUNZIONE DELLA VALVOLA.
NON LO FATE
RIPETIAMO
qualsiasi tipo di mascherina vogliate utilizzare: UTILIZZATELA, UTILIZZATELA BENE , RIMUOVETELA BENE RISPETTANDO LE MODALITÀ’ D’USO senza inventarvi alcunché.
ED INFINE
ESSENDO IL DROPLET LA VIA PRINCIPALE DI CONTAGIO, IL LIVELLO DI PROTEZIONE DEVE ESSERE PROPORZIONALE A QUELLO DI RISCHIO : LASCIATE LE MASCHERE PROFESSIONALI OD A ALTA PERFORMANCE A CHI NE HA BISOGNO(SOCCORRITORI, SANITARI, PROTEZIONE CIVILE, FAMILIARI DI COVID+, LAVORATORI A STRETTO CONTATTO CONTINUO), IN SITUAZIONE NON AD ALTO O MEDIO RISCHIO USATE MASCHERINE CHIRUGICHE O DI STOFFA.
EVITIAMO POI SITUAZIONI IMBARAZZANTI COME L’USO DI MASCHERINE (CHE DEVE ESSERE SEMPRE AL SEGUITO) IN TOTALE ASSENZA DI RISCHIO, QUALE AD ESEMPIO IL GUIDARE DA SOLI IN AUTO.
Seguirà una guida sulla sanificazione e sterilizzazione e sul riutilizzo dei DPI secondo le linee guida ECDC e CDC.
Revisione di :
Marco Filippi
Expert Crisis Manager & CBRNe Consequence Manager in ambito NATO ed UE

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